L’ università è sempre più un lusso
Campania - La Regione Campania, adeguandosi al decreto ministeriale 68/2012, ha aumentato del 126% la tassa regionale per l'iscrizione all'università, portandola a 140 euro.
In forte agitazione gli studenti della Campania dopo che la Regione, adeguandosi al decreto ministeriale 68/2012, ha aumentato del 126% la tassa regionale per l'iscrizione all'università. Per l'anno accademico 2012/2013 gli studenti campani pagheranno, invece di 62€, un importo di 140€. Considerando che la tassa regionale non segue il principio della progressività dell'imposizione, non è prevista alcuna differenziazione in base alle fasce di reddito. Secondo quanto stabilito dallo stesso decreto, l'extra gettito di 6 milioni di euro, ricavato dall'aumento, dovrebbe essere impiegato dalla regione per offrire più benefici agli studenti.
La situazione diventa particolarmente pesante se si considerano i rincari imposti dagli atenei italiani negli ultimi 5 anni, a fronte di sempre minori fondi investiti nel diritto allo studio. Le università campane, già le più care del Sud Italia, hanno aumentato le rette negli ultimi 5 anni di quasi il 40%. Nella classifica delle 50 università più costose d’Italia compaiono cinque atenei della Campania: Seconda Università di Napoli (781,4 euro di media per la retta annuale), Federico II di Napoli (626,2 euro), L’Orientale di Napoli (622,4 euro), Salerno (602,6 euro) e Sannio (601 euro).
Per fare un esempio pratico, un ragazzo che desidera iscriversi alla Federico II di Napoli, proveniente da un nucleo familiare con un reddito ISEE di 19.727,00, dovrà versare: 680,00 euro di tasse d'iscrizione, più 140 euro per la tassa regionale e 14, 62 euro per la marca da bollo. Se tutto procede per il verso giusto, lo stesso ragazzo si ritroverà dopo 4 anni, nella migliore delle ipotesi, a pregare per uno stage a titolo gratuito presso l'azienda del momento, che lo prenderà in considerazione solo se intanto avrà arricchito il suo curriculum con un costosissimo master presso qualche prestigiosa scuola di specializzazione. Ma questo è un altro capitolo...
Ritornando all'università, non bisogna trascurare un altro elemento, cioè che l'ordinamento universitario proibisce di chiedere agli studenti una somma che superi del 20% la quota del finanziamento statale. Facendo un po' di conti ci si rende conto che questa norma non è stata assolutamente rispettata: infatti nel 2010 il fondo ministeriale è stato pari a 6,9 miliardi, mentre gli studenti hanno versato tasse per 2 miliardi di euro, equivalenti al 29% dei soldi versati dal Ministero, quindi 9 punti in più rispetto al limite consentito. (www.studenti.it)
Quando si dice il diritto allo studio.







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