Spending review, è legge: che ne sarà di Benevento?

Regione Campania - La spending review diventa legge e intanto per Benevento si parla di riordino. Caserta e Avellino potrebbero “aiutare” Benevento a non sparire.

8 agosto 2012 14:00
di Redazione

Il verdetto finale è di ieri. L'Aula della Camera ha dato il via libera definitiva al dl sulla spending review, che così diventa legge. Il provvedimento ha ricevuto 371 sì, 86 no e 22 astensioni. Presenti in 479, i votanti sono stati 457. Le province saranno "riordinate" in modo da averne solo con almeno 350.000 abitanti e un territorio di 2.500 chilometri quadrati. Avranno per il 2012 un contributo di 100 milioni per la riduzione del debito. Rimane la cancellazione di Terni, Isernia e Matera che i senatori avevano cercato di salvare.

E Benevento? Si aprono nuovi scenari e non sono escluse novità. Sarà una formalità per la Camera dare il via libera al provvedimento e l'attenzione giocoforza si sposterà a Napoli, in sede regionale, dove stamattina a Palazzo Santa Lucia si è tenuto il vertice tra gli amministratori delle cinque province campane per discutere della riorganizzazione del territorio. Chiaramente tutti i riflettori saranno puntati su Benevento che è l'unica delle cinque destinata a perdere l'autonomia: difficile capire quale sarà la strategia che verrà messa in atto dagli altri amministratori provinciali nei confronti del territorio beneventano. La stategia della Provincia di Benevento è chiara e mira a salvaguardare l'autonomia fino alla fine: durante il vertice si sarà provato a chiedere alle confinanti Caserta e Avellino lo spostamento di alcuni comuni (vedi Sannio Alifano o Valle Caudina) nel disperato tentativo di avere i numeri giusti e bruciare sul tempo il provvedimento romano. Difficile, forse impossibile ma quella del riordino territoriale resta l'ultima mossa in mano al Sannio prima di sperare sui ricorsi presentati già da tempo alla Corte Costituzionale. Ma se le altre quattro province sembrano almeno nelle intenzioni favorevoli ad aiutare Benevento, cambia il discorso in materia di accorpamenti specialmente per quanto riguarda la Provincia di Avellino. In Irpinia sono stati abbastanza categorici: nessun accorpamento con Benevento perché Avellino rischia seriamente di perdere la città capoluogo. Tra i più agguerriti c'è proprio il primo cittadino di Avellino, Giuseppe Galasso: "Non si possono accorpare due province che per tradizione, cultura e storia sono assolutamente diverse”. Anche il presidente della Provincia di Avellino, Cosimo Sibilia, ha fatto intendere di non essere assolutamente d'accordo ed è orientato ad evitare eventuali diatribe campanilistiche a costo di "rifiutare" in sede regionale l'accorpamento con Benevento. E allora? Allora resta Caserta. I malcontenti avanzano da ambo le parti.

 

 

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