TRASPORTI PUBBLICI CASERTANI: UN PROBLEMA SENZA FINE
Gli ex lavoratori Acms aspettano di sapere quale futuro li attende. I 448 ex dipendenti della società dichiarata fallita il 22 marzo scorso chiedono di sapere se saranno riassorbiti nell’organico della C.l.p spa, azienda alla quale è stato affidato il servizio di trasporto pubblico nel casertano, e che ha garantito di coprire le autolinee di quella che è stata un’azienda gestita dalla Provincia di Caserta. In che senso “chiedono se saranno riassorbiti”? La C.l.p, in sede di gara, si era infatti impegnata ad assumere tutti i dipendenti che si erano trovati a perdere il lavoro per effetto del fallimento, stabilendo così un intesa con le richieste delle organizzazioni sindacali e degli enti committenti. Ma il 9 maggio 2012 — a poco più di un mese dalla sottoscrizione dell’accordo in sede regionale — l’azienda di Pollena Trocchia fa sapere, con una missiva agli ex dipendenti Acms, che sono sorte complicazioni di tipo economico e procedurale e che pertanto non può procedere all’assunzione di tutti e 448. Questo è quello che dichiarano i lavoratori in attesa di riottenere un impiego e che decidono quindi di presentare un esposto ai vari enti preposti, tra i quali la Presidenza della Regione, la Presidenza della Provincia di Caserta, Il sindaco della Città di Caserta, l’Assessorato Regionale ai Trasporti. I lavoratori che potrebbero essere assunti sono 340, ai quali verrebbe applicato “un trattamento economico inferiore a quello maturato e con parametri retributivi inferiori rispetto ai diritti acquisiti” (dall’esposto di cui sopra e datato 11 maggio 2012). In tempi di grossa crisi come questo non puoi fare progetti ad un termine più lungo dei 30 giorni: oggi ci sono le condizioni per rispettare un contratto, ma domani no. Comunque, secondo quanto affermato dai lavoratori della fallita Acms nell’esposto, i problemi economici erano ben noti già prima dell’affidamento dei servizi. Mah. Ma se gli impegni presi dalla C.l.p all’atto dell’assegnazione dei servizi non verranno mantenuti, quale scenario dobbiamo attenderci? Ci sarebbero ancora i presupposti legali per la società pollenese di poter gestire il servizio? Odissea infinita quella che cerca di garantire un servizio di mobilità sufficiente alla Terra di Lavoro, in cui non si lavora se non puoi prendere il bus (lo so, non è il massimo come battuta). Intanto c’è chi ha ben pensato di organizzarsi con il car pooling.








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