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“La Passione” di Cristo a Sessa Aurunca
“Dal punto di vista storico musicale ed etnomusicologo, questo Miserere pone una serie di interrogativi tra musica d’arte e musica popolare”. Così Roberto De Simone riguardo al Canto del Miserere di Sessa Aurunca nel libro “Canti e tradizioni popolari in Campania” . Si tratta di una composizione polifonica di tradizione orale, eseguita a tre voci, sui versi del Salmo 50 di Davide. Il suggestivo canto, oggetto di numerosi studi, accompagna le toccanti processioni della Settima Santa a Sessa Aurunca. Dal lunedì al mercoledì le Processioni Penitenziali coinvolgono le diverse confraternite che indossano il tradizionale saio bianco e portano li volto coperto da un cappuccio per penitenza. Il mercoledì sera si svolge il rito dell’“Ufficio delle Tenebre”, popolarmente detto “il Terremoto”, in cui il popolo sessano rappresenta lo sconvolgimento portato dalla sofferenza e dalla morte del figlio di Dio, rievocato in chiesa con un fragore sordo. Ma la processione più toccante è quella del Venerdì Santo. In tarda serata i confratelli incappucciati percorrono le strade del centro antico, procedendo con un incedere lento, ritmico, ondeggiante (la caratteristica “cunnulella”, due passi avanti e uno indietro), seguendo il suono della marcia funebre suonata dalla banda, portando in spalla le statue in cartapesta dei “misteri”. Al passaggio del corteo, si accendono i “carraciuni”, grandi falò allestiti dagli abitanti dei quartieri attraversati. Nella mattinata del Sabato Santo, si svolge l’ultima processione. Un ruolo importante spetta alle donne “alluttate” che, portando pesanti candele, seguono l’incedere dei Misteri. Nel grande patrimonio delle tradizioni popolari campane i riti della Settimana Santa a Sessa Aurunca sono sicuramente da annoverare tra i più intensi e significativi.






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