ViniCultura: La vigna “camarato” di Roccamonfina

Cellole - Uve aglianico e piedirosso per il “Falerno del Massico Rosso vigna camarato ” dell'Azienda Agricola Villa Matilde di Cellole

 
4 agosto 2012 8:30

La nostra attenzione cade, stavolta, su un vino di punta del territorio, che, superpremiato dalle guide specializzate, si conferma eccellente di anno in anno: il “FALERNO DEL MASSICO ROSSO VIGNA CAMARATO” dell'Azienda Agricola VILLA MATILDE di Cellole, fondata nel 1960 da Francesco Paolo Avallone ed oggi di proprietà dei figli Salvatore e Maria Ida.

E' un vino ottenuto da uve aglianico e piedirosso provenienti dalla lussureggiante vigna “Camarato” posta sulle falde del Vulcano spento di Roccamonfina.

Viene prodotto solo nelle migliori annate sotto la guida e la consulenza del famoso enologo Riccardo Cotarella. Alla vista si presenta limpido, di colore rosso rubino cupo con riflessi granata, di enorme concentrazione. Al naso rivela profumi intensi, fini e complessi di frutta rossa matura (prugna - amarena), viola appassita, cioccolata, caffè tostato, liquerizia, con soffi balsamici e minerali. Al palato è polposo e maschio, avvolgente, caldo con tannini levigati, rotondi e morbidi. Lunghissimo il finale arricchito da lunga scia speziata.

E' un vino “culto” perchè fonde egregiamente la tradizione con una certa modernità.

Sosta dodici mesi in barrique di rovere di Allier e18 inbottiglia, raggiunge una gradazione alcolica di 14°, va servito alla temperatura di 18-20°, e va abbinato a selvaggina di pelo e di piuma, carni rosse, formaggi stagionati e semi stagionati e piatti strutturati in genere. Vino da lunghissimo invecchiamento.

La gamma produttiva di Villa Matilde comprende tante altre tipologie, tra le quali segnalo l'altro clou dell'azienda: il Falerno del Massico bianco “Vigna Caracci”, falanghina in purezza; il Taurasi Tenuta Altavilla, aglianico in purezza ed un delizioso passito, anch'esso falanghina in purezza, l'Eleusi, ottimo per l'abbinamento con il dessert.

Mi piace ricordare che il Falerno, già noto al tempo degli antichi romani e ricordato da Plinio, Orazio, Cicerone e Marziale è divenuto doc nel 1989 dopo oltre 2000 anni di storia.

Articolo presente in: Enogastronomia
Tag: Sommelier, Vino
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Mario Matano
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