La febbre del gioco

 
Provincia di Caserta, 4 giugno 2012 12:00

Il gioco d’azzardo non conosce crisi. Secondo i dati dell’Amministrazione Autonoma Monopoli di Stato (AAMS) gli italiani nel solo mese di marzo 2012 hanno speso 803 milioni di euro. Uno studio di Confindustria del 2012 registra una rete di 140mila punti vendita che danno lavoro a 100mila addetti (20mila direttamente impiegati e 80mila all’interno dei punti vendita). La Campania è la regione dove apre il maggior numero di attività e secondo i dati dell’AAMS si colloca al terzo posto nella raccolta di soldi dei giochi d’azzardo legalizzati. Le macchinette mangiasoldi e i giochi via internet, in primis il poker on line, si fanno sempre più largo, andando ad integrare i più classici lotto e superenalotto. Parallelamente cambia anche la tipologia dei giocatori: alla schiera dei pensionati, casalinghe e disperati si aggiungono nuovi adepti tra professionisti e studenti. La giovane età dei giocatori, conquistati dalla comodità del gioco on line, è il dato più preoccupante. Questo senza considerare il mondo parallelo del gioco illegale. Nel 2011, in provincia di Caserta, si è registrato un sensibile aumento dei sequestri e degli interventi da parte della Guardia di Finanza, in seguito ai quali sono stati smascherati numerosi casi di “gioco illegale”, quasi il doppio dell'anno precedente. A questa preoccupante conclusione si è giunti in occasione di una campagna di prevenzione, organizzata dalla multinazionale “Codere”, al primo posto nel settore del gioco in Europa e America Latina, e finalizzata al contenimento del numero degli episodi di estorsione, nonché alla garanzia della sicurezza nel gioco. Nella sola città di Caserta vi sono circa venti punti o negozi, in cui è possibile effettuare le proprie “scommesse”.  Lotterie, lotto, gratta e vinci, scommesse, skill games, bingo, slot machines, videopoker, giochi di carte on-line, e chi più ne ha più ne metta, costituiscono un’affascinante, seducente, caleidoscopica giostra dalla quale spesso è difficile scendere. Studi epidemiologici indicano che il numero degli italiani con problemi di dipendenza da gioco varierebbe tra 500.000 e 800.000. Convinzioni errate sulle effettive possibilità di vincita, alta propensione al rischio e mancanza di autocontrollo sono alcuni dei fattori che possono predisporre alla dipendenza e che possono essere stimolati dall’enorme offerta di ricevitorie, sale giochi, casinò e siti internet che rendono fruibile il gioco in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. Spesso a prendersi cura di chi ha problematiche relative al gioco compulsivo sono i Servizi Territoriali per la Tossicodipendenza (SerT): servizi pubblici del S.S.N. Tra i progetti più interessanti sul territorio provinciale segnaliamo quella del Comune di Caiazzo nel quale è stato inaugurato un centro di ascolto per sostenere tutti coloro che sono vittima della dipendenza da gioco (fornendo assistenza legale e supporto psicologico), attraverso uno sportello aperto tutti i lunedì dalle ore 15.30 alle 17.30. Il centro, attivo presso Palazzo Mazziotti, sarà il punto di riferimento per i cittadini dell’alto casertano che vivono situazioni di disagio attribuibili al gioco.

Angelo Marsilio e Giovanna Corsale

Articolo presente in: Legalità
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