UN EPISODIO DI CRONACA, UN’OCCASIONE PER RIFLETTERE

Orta di Atella, 6 giugno 2012 8:30

Un uomo di 43 anni, residente ad Orta di Atella, nella giornata di lunedi 4 giugno, intorno alle 17.00, ha tentato di togliersi la vita tramite asfissia, collegando l'estremità di un tubo di gomma a quello di scappamento di un furgone e inserendo l'altro capo nell'abitacolo nel quale si era rinchiuso e dove è stato trovato svenuto dalla Polizia, che era stata allertata da una chiamata al 113. Grazie al tempestivo e provvidenziale intervento, gli agenti della Questura di Caserta sono riusciti a condurlo in salvo. Il fatto è avvenuto a Caserta — nella frazione di San Leucio, località Vaccheria. Sarebbe stato proprio il furgone bianco, parcheggiato a bordo strada, ad insospettire dei cittadini casertani, che hanno telefonato al numero di pronto intervento della Polizia di Stato. Pare che al personale medico e paramedico, giunto sul posto per i primi soccorsi, l’uomo abbia flebilmente riferito, una volta ripresosi, di non voler essere aiutato. Dietro l’estremo gesto ci sarebbe una situazione di disperazione, originata dai debiti e dall’impossibilità di trovare lavoro da un periodo di tempo prolungato. L’11 maggio scorso, un altro cittadino ortese era diventato protagonista delle pagine di cronaca dei quotidiani di Terra di Lavoro per un episodio analogo. Allora, a mettere in atto quello che sembrò un tentativo di suicidio fu un Consigliere del comune atellano, che si era arrampicato su un traliccio dell’illuminazione del campo sportivo alto 30 metri. Ad originare il gesto, la fortissima delusione nata dalla notizia di essere stato messo in ferie forzate (gesto interpretato dal consigliere di Fli come l’anticamera di un futuro licenziamento) dall’azienda presso cui prestava servizio, un istituto di vigilanza. L’uomo si è poi deciso a scendere, aiutato dai Vigili del Fuoco. Sembra inarrestabile l’ondata di suicidi e tentativi di suicidio legati alle difficoltà economiche. Si sottolinea “sembra”. Dall’inizio del 2012, in tutta Italia, si sono registrati diversi casi di persone che si sono tolte la vita per l’impossibilità di far fronte ai problemi derivati dalla disoccupazione e dai debiti. La percezione è quella che si sia di fronte ad un vero e proprio allarme sociale. Ma è solo una percezione, alimentata forse dal rilievo che i giornali danno a questi episodi e dalla valenza emotiva con cui gli Italiani vivono questo periodo di indiscussa difficoltà economica, o siamo dinanzi ad una realtà davvero infausta? In effetti, la sensazione è che il fenomeno sia inesorabile. Qualche giornale on line ha aperto delle sezioni apposite dove vengono raccolti articoli relativi ad eventi di tale natura, visitando le quali pare che sia in atto un autentico macabro stillicidio che non si riesce ad arginare. L’ultima indagine dell’Istat, pubblicata il 5 marzo 2011, su suicidi e tentativi di suicidio, ci dice che nel 2010 il numero di eventi di questo tipo legati a motivi economici è di 187, contro i 198 del 2009. Stefano Marchetti, responsabile dell’indagine relativa all’anno 2010, afferma: “Ogni gesto estremo, come quelli che le cronache recenti raccontano, nasconde una tragedia umana e impone il massimo rispetto. Ma è difficile affermare, a oggi, che vi sia un aumento statisticamente significativo dei suicidi dovuto alla crisi economica. Temo che si stiano facendo affermazioni forti, senza robuste evidenze scientifiche”. I numeri sono relativi a due anni fa, ma sembra che il numero di suicidi al giorno del 2012, contando quelli dall’inizio dell’anno ad oggi, sia inferiore a quello del 2010 (quando se ne registrarono 0,51). In controtendenza a questi dati, abbiamo quelli forniti dalla Cgia di Mestre che ci dicono che, tra il 2008 ed il 2010, i suicidi per motivi economici sono aumentati del 24,6%, mentre i tentativi di suicidio, del 20%. I dati però si riferiscono solo agli imprenditori.

Le fredde cifre, che potrebbero dare l’impressione di mostrare insensibilità e indifferenza di fronte a tali tragedie, che raccontano di un’angosciosa esistenza, sono invece rese necessarie dal voler cogliere l'occasione per ribadire che al pubblico vanno date corrette informazioni sul tema del suicidio. Perché uno dei rischi principali che si accompagna a tali notizie è quello della emulazione. Bisogna, quindi, evitare di diffondere quadri allarmistici, che illustrano situazioni di miseria non del tutto realistiche. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, già nel 2008, ha emanato indicazioni ai media, invitandoli a prevenire proprio l'effetto emulazione, evitando notizie con toni sensazionalistici, e a fare un giornalismo responsabile che educasse sul tema del suicidio e invitasse le persone a rischio a trovare la forza di chiedere aiuto.

Articolo presente in: Attualità, Cronaca, Primo Piano
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Angelo Marsilio Orta di Atella. Angelo Marsilio, 32 anni, collabora con il periodico di Informazione quiCaserta dall’aprile 2012. Psicologo, ha perfezionato gli studi nel campo della Psicodiagnostica Clinica e della Gestione delle Risorse Umane.
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