L’editoriale: quiCaserta raddoppia
Rispetto al Primo Numero, in questa uscita abbiamo esteso il nostro raggio di azione: il numero dei comuni inclusi è salito da nove a sedici, ampliando la visuale del giornale a più aree della Provincia di Caserta. Una decisione che è stata sicuramente dettata dalla voglia di crescere. Fortunatamente, però, si è trattato anche di una scelta obbligata, considerato il favore con cui è stato accolto il nostro nuovo progetto editoriale, sia da parte degli enti e dei lettori, sia da parte della comunità virtuale che ha immediatamente decretato il successo del portale www.quicaserta.it, visti gli ottimi risultati in termini di visite. L’idea di rappresentare la voce delle pubbliche amministrazioni, dunque, sta riscuotendo un interesse sempre più vivo: soprattutto, per la politica può essere un ulteriore sprono ad assumersi maggiori responsabilità di gestione della cosa pubblica e di promozione del dibattito costruttivo. La crescita di un territorio, infatti, passa anche attraverso un ricorso più maturo agli strumenti dell’informazione e della comunicazione globale. Di questo si è parlato qualche settimana fa in un’interessante tavola rotonda, tenutasi all’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli. Un evento importante che ha visto “quiCaserta” partner ed interlocutore interessato (vedi l’articolo a pagina 32). Fare buona comunicazione significa anche non insistere morbosamente - e furbescamente - sui soliti argomenti che “tirano”: cronaca nera e giudiziaria su tutti. Il nostro è un contesto difficile, nessuno lo mette in dubbio, ma è pur vero che esistono realtà e risorse positive che si battono per rendere la Provincia di Caserta un posto migliore: da qui, la nostra idea per il titolo. Natale è il periodo più propizio per guardare al futuro con speranza: la nostra fiducia va sostenuta con le “buone notizie” delle cose già fatte e con la promessa di un impegno ancora più convinto in vista dei progetti da realizzare. Molti invocano un “Modello Caserta” a 360° in cui il sostegno dello Stato, oltre che a garantire il controllo del territorio, serva a creare sviluppo e occupazione. Tutti, però, sono chiamati a fare la propria parte: Stato e forze dell’ordine, così come Istituzioni locali e cittadini. Sarà dura, del resto nulla è semplice. Ma crederci e lottare è un dovere per ognuno degli figli di questa Terra.








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