Riforma delle comunità montane, primo via libera
Arriva all’unanimità il primo via libera al testo unico sulle Comunità montane: a far scattare poco fa il disco verde sono state, in seduta congiunta, le Commissioni permanenti prima (Affari geneali) e ottava (Agricoltura), presiedute rispettivamente da Angelo Polverino (Pdl) e Pietro Foglia (Udc).
IL TESTO FINALE
La versione finale del testo di riordino mette assieme le proposte di legge firmate dallo stesso Foglia e da Donato Pica (Pd). Il primo mira a trasformare le Comunità montane in Unioni dei Comuni che provvederanno alla governance dei territori. L’obiettivo è costruire delle vere e proprie “Agenzie di sviluppo locale” che, oltre a salvaguardare la montagna e il suo patrimonio boschivo e ambientale “diventino soggetti fornitori di servizi e motori dello sviluppo locale nei vari settori che vanno dall’artigianato al turismo”. Le Unioni si occupano di promozione e difesa del territorio, sviluppo delle fonti rinnovabili di energia e incentivi a imprese artigiane e turistiche oltre a esercitare i compiti attualmente assegnati alle Comunità Montane. Punta alla gestione associata anche la proposta dei consiglieri Pd Pica, Umberto Del Basso De Caro, Rosetta D’Amelio e Giuseppe Russo. Il provvedimento prevede una semplificazione dei livelli istituzionali sovra-comunali. Entro 30 giorni dall’approvazione i Comuni dovranno indicare gli ambiti territoriali e la forma associativa che intendono adottare tra: Unione di Comuni; conferimento delle funzioni alla Comunità montana di cui fanno parte o a Comunità montana limitrofa; associazione intercomunale. “Con questa legge che va nel senso del decentramento tanto auspicato, gli enti locali diventano protagonisti dello sviluppo del proprio territorio. Ad essi infatti sono affidate funzioni nel settore sociale, nel servizio della viabilità e trasporti ed altre funzioni che la Regione delegherà ai nuovi enti. E proprio attraverso l’ampliamento delle funzioni assegnate sarà possibile salvaguardare gli attuali livelli occupazionali”, commenta Foglia.
LE ALTRE IPOTESI
In materia di Comunità montane c’erano allo studio anche altre due ipotesi: la soppressione (proposta presentata nel settembre 2010 dai consiglieri del gruppo Caldoro presidente Giovanni Fortunato e Angelo Marino e un ridimensionamento (proposta di Sandra Lonardo, Ugo de Flaviis dell’ Udeur e Luciano Schifone del Pdl) con risparmi per oltre 50 milioni di euro all’anno.








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